2.7.    constraintMenu Assegna

arrow-16-DOWNCarichi

autoLoadCarichi automatici: Assegna automaticamente alcuni tipi di carichi (peso proprio, vento, ecc.) per tutti gli elementi del modello

Con Assegna pesi propri vengono inseriti i carichi distribuiti di peso proprio SOLO per gli elementi che hanno già assegnati materiale e sezione.

Il comando Assegna nel riquadro Carichi da vento assegna automaticamente i carichi da vento per gli elementi trave nella direzione scelta. Il carico viene calcolato a partire da una funzione definita e applicato per ogni direzione per la superficie laterale dell’elemento maggiore fra i lati della sezione considerata.

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concentratoCarico puntuale: Applica un carico concentrato ai nodi selezionati. Per inserire un carico concentrato:

-    Selezionare uno o più nodi;

-    Inserire il valore in Valore di carico;

-    Selezionare la direzione globale desiderata nel pannello Direzione;

-    selezionare il caso di carico;

-    premere Applica per applicare il carico.

Per utilizzare una funzione predefinita per assegnare i carichi, selezionare una funzione dal menu Scegli funzione e specificare un valore dal quale leggere la funzione nel riquadro per X. È possibile anche specificare un moltiplicatore per il valore ottenuto.

Infine, l’opzione Temperatura permette di assegnare una temperatura nodale all’interno di un’analisi Termica.

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distribCarico distribuito:                 Inserisce un carico distribuito per unità di linea:

-    Inserire il valore desiderato in Carico uniforme specificando il segno corretto secondo le coordinate globali del modello;

-    Selezionare la Direzione del carico;

-    Selezionare il Caso di carico appropriato;

-    Selezionare Applica per applicare i carichi agli elementi monodimensionali selezionati.

 

Per utilizzare una funzione predefinita per assegnare i carichi, selezionare una funzione dal menu Scegli funzione e specificare un valore dal quale leggere la funzione nel riquadro per X. È possibile anche specificare un moltiplicatore per il valore ottenuto.

Per rimuovere un carico distribuito da uno o più elementi per il caso di carico selezionato, selezionare gli elementi e premere il pulsante Rimuovi.

Attraverso il pannello Carico non uniforme è possibile inserire carichi distribuiti multi-lineari per punti, specificando la distanza appropriata fra i valori immessi in unità di misura del modello. Una volta immessa la Posizione e il valore del carico nella casella in alto alla maschera, premere il pulsante +.

*   AVVISO: Le unità di misura utilizzate devono essere consistenti con le scelte iniziali [Forza/Lunghezza].

*    AVVISO: A partire dalla versione 1.3 sono supportati i carichi non uniformi anche nel solutore di default. Sono supportati infiniti carichi lineari a tratti sulla stessa trave.

*   AVVISO: Eventuali Tratti rigidi presenti su travi aventi carichi non uniformi devono trovarsi prima e/o dopo l’inizio e la fine del carico, rispettivamente, altrimenti non saranno applicati.

*   AVVISO: gli elementi Trave3, per ragioni di compatibilità con altri solutori opzionali, non supportano carichi non uniformi. Possono essere usati elementi Trave senza perdere accuratezza.

temperatureTemperatura:                           Assegna un carico termico strutturale, che provoca una dilatazione termica negli elementi caricati. Gli elementi trave supportano il gradiente uniforme e quello lineare, nelle due direzioni x e y della sezione trasversale. Gli elementi piani supportano solo il gradiente uniforme. Infine, non è possibile applicare il carico termico a elementi solidi.

edgeCarico su lato:                          Assegna un carico uniforme su un lato di un elemento piano. Può essere utilizzato sia per assegnare forze per unità di lunghezza (opzione Forza in Tipo di carico), sia per assegnare una temperatura sul bordo (opzione Temperatura). Questa ultima opzione funziona solamente con casi di carico termici. Dopo aver selezionato gli elementi, dal riquadro Seleziona lati è possibile vedere i lati specificati evidenziati.

Il pulsante Applica su percorso nodi selezionati permette l’applicazione del carico su una linea congiungente i nodi selezionati dall’utente, utilizzando automaticamente il lato corretto.

È possibile assegnare anche un valore finale diverso al carico sul lato tramite l’opzione Carico non uniforme.

floorCarico di piano:                                             Assegna un carico di piano su una superficie triangolare contornata da elementi Line o quadrangolare selezionando 3 o 4 nodi. Scegliere il tipo di piano fra:

-   Piano a 3 lati – centroide: per caricare un piano triangolare distribuendo il carico su tutti i lati;

-   Piano a 4 lati – centroide: per caricare un piano quadrangolare distribuendo il carico su tutti i lati;

-   Piano a 4 lati orientato: per caricare un piano quadrangolare su 2 o più lati tenendo conto della direzione del carico (es. per orditura dei solai);

-   Piano a 4 lati a 2 vie: per caricare un piano quadrangolare su tutti i lati secondo le aree di influenza.

Nel riquadro Imposta carico possono essere specificati i casi di carico di destinazione e i relativi valori.

Nel riquadro Direzione del carico è possibile forzare la direzione dei carichi applicati. L’impostazione di default Normale al piano applica carichi normali al piano tenendo in considerazione la sua orientazione oraria o antioraria. Questa impostazione viene sovrascritta se viene specificata un’altra direzione.

Per disegnare il piano una volta selezionato il carico di piano desiderato, premere Disegna piano.

*   AVVISO: i carichi immessi in questa maschera devono avere la dimensione F/L2.

*   AVVISO: gli elementi di bordo del piano possono essere solamente di tipo Line.

*   AVVISO: il verso di disegno del piano determina il segno del carico. Nel riferimento globale, disegnare i piani in senso antiorario per mantenere il segno imposto nella tabella Imposta carico.

surfaceLoadPressione:                                                             Applica un carico per unità di superficie a elementi piani.

Sono supportati anche i carichi non uniformi limitatamente ad una variazione bi-lineare tramite il box Carico non uniforme.

volumeLoadCarico di volume:                                         Permette di applicare un carico per unità di volume ad un elemento solido.

loadsGenericaSpostamento imposto:                  Applica uno spostamento imposto ai nodi selezionati.

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iniTemperatureTemperatura iniziale:                      Permette l’assegnazione della temperatura iniziale del modello.

 AVVISO: Il comando influenza solo le analisi termiche. Non sortisce effetti per i carichi da distorsione termica.

prestressPrecarico:                                             Applica un precarico (solo positivo, cioè in trazione) agli elementi monodimensionali (travi e aste) selezionati. Un valore positivo di precarico positivo rappresenta un elemento in trazione (es. cavi, funi).

 AVVISO: Il carico viene visualizzato come una distorsione termica uniforme sull’elemento. Il valore della distorsione avrà segno opposto a quello del precarico assegnato.

masseMassa puntuale:                                  Applica una massa nodale ai nodi selezionati.

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 AVVISO: Le unità di misura utilizzate devono essere consistenti con le scelte iniziali.

 AVVISO: È opportuno specificare sempre la stessa massa nodale per tutti i gradi di libertà traslazionali.

Masse da carichi:                  Assegna masse al modello partendo dai valori dei carichi immessi nel caso di carico selezionato. I check in “Imposta masse” attivano o disattivano la massa nella direzione corrispondente.

Il riquadro “Assegna masse da caso di carico” serve per l’assegnazione delle masse nelle direzioni specificate sopra senza che siano cambiate al variare dei carichi.

materialMateriale:                       Assegna un materiale agli elementi selezionati.

sectSezione:                           Assegna una sezione agli elementi selezionati.

rotationRotazione assi locali:       Nel riquadro Travi, ruota la sezione degli elementi selezionati specificando un angolo di rotazione antiorario.

Nel riquadro Elementi piani, ruota gli assi locali degli elementi piani selezionati modificando la connettività.

Il comando Inverti connettività serve per invertire gli assi Z degli elementi piani.

 AVVISO: Con mesh non regolari (es. triangolari), è opportuno rettificare tutti gli assi locali per poter leggere i risultati in termini di tensioni e deformazioni in modo consistente.

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vincVincoli:     Assegna i vincoli specificati ai nodi selezionati, specificandoli nel sistema di coordinate globali.

Nel viewport, sono applicate le seguenti convenzioni grafiche:

­     x, y e z bloccati (appoggio)

­    tutti bloccati (incastro)

­    x, y, z e ry, rz bloccati (incastro nel piano XZ, appoggio nel piano YZ)

­     y e z bloccati, carrello nel piano xz

­     x, y, z e rx bloccati

­    solo ry bloccato

­     rx e ry bloccati

­    tutti gli altri tipi di vincolo.

 

constraintVincoli interni:                                Assegna vincoli interni (ad es. piano rigido o link master-slave) ai nodi selezionati. Con il preset Piano rigido è possibile creare automaticamente piani rigidi selezionando tutti i nodi di un piano.

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 AVVISO: Il nodo master va opportunamente vincolato per evitare labilità nel modello. La procedura propone sempre la scrittura automatica del vincolo da applicare.

gruppiGruppi:             Assegna, modifica o crea un gruppo per i nodi e gli elementi selezionati. È possibile anche creare una section cut all’interno di elementi piani selezionando i nodi interessati.

endReleaseEnd release:                     Assegna end release agli elementi trave. Specificando un  valore compreso fra 0 (completamente rilasciato) e 1 (incastro completo) nella casella a fianco della spunta, si ottiene un end release parziale sulle sollecitazioni risultanti da un’analisi elastica lineare.  Il fattore di riduzione r viene applicato alle rigidezze della trave nella forma r/(1-r).

Il flag “Inserisci rigidezze” permette l’assegnazione diretta di una rigidezza per il grado di libertà selezionato al posto della percentuale di forza o momento desiderati.

Immagine che contiene testo, schermata, schermo, numero  Descrizione generata automaticamenteImmagine che contiene testo, schermata, schermo, numero  Descrizione generata automaticamente

endOffsetTratti rigidi:      Assegna uno o più tratti rigidi di lunghezza richiesta alle estremità di una trave.

 AVVISO: I carichi ospitati nella trave con tratti rigidi non sono modificati in virtù del tratto rigido. Come risultato, i carichi distribuiti potrebbero diminuire sensibilmente come intensità complessiva in ragione della minor lunghezza di applicazione.

 

elemPropsProprietà elemento:       Assegna proprietà personalizzate ai singoli elementi. Per i nomi utilizzati in fase di verifica e per quelli riservati consultare il Capitolo 4.
In aggiunta, da questa maschera è possibile assegnare un offset di sezione a livello di elemento dal riquadro Offset di sezione travi.

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hinges Cerniere:             Assegna cerniere plastiche alle travi. Dopo aver inserito il nome della cerniera, premere Aggiungi. A questo punto possono essere settati i GdL della cerniera, inserendo le proprietà elencate sotto. Premere Modifica per salvare la cerniera.

Nel riquadro Opzioni cerniere possono essere definiti i casi di carico da considerare al momento del ricalcolo delle proprietà delle cerniere.

I dati richiesti per una cerniera plastica di tipo Bilineare Simmetrica sono:

-    Fy: resistenza al limite elastico

-    cKpl: coefficiente di rigidezza del ramo plastico Kpl=cKpl * Kel;

-    m: duttilità della cerniera;

-    Fres/Fy: resistenza residua in percentuale di Fy.

I dati richiesti per una cerniera plastica di tipo Bilineare Asimmetrica sono:

-    Fy+: resistenza al limite elastico

-    cKpl+: coefficiente di rigidezza del ramo plastico Kpl=cKpl * Kel;

-    m+: duttilità della cerniera;

-    Fres/Fy+: resistenza residua in percentuale di Fy+

-    Tutti i dati precedenti seguiti dal segno “-”:  per la parte negativa del legame.

 

unsymmHinge

Le cerniere inserite con Proprietà utente sono definite inserendo tutti i dati sopraesposti.

Selezionando NVM dal menu a tendina GdL è possibile assegnare una cerniera con dominio a taglio e a momento. Il calcolo delle proprietà della cerniera viene svolto all’assegnazione ad una trave del modello sulla base del tipo di verifica scelta dal menu a tendina Tipo cerniera. Le cerniere NVM hanno sempre una legge bilineare asimmetrica.

Lo stato delle cerniere può essere visto nei risultati Diagrammi travi, con la seguente convenzione:

memberMembratura:     Assegna uno o più elementi ad una membratura. L’assegnazione di una membratura ha effetto nella verifica.

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rebarArmature:          Assegna armature agli elementi trave. Selezionando la sezione di interesse da riquadro Sezioni di travi, l’eventuale armatura definita in Modifica/Sezioni/Calcolo viene mostrata ed è possibile applicarla agli elementi aventi tale sezione.

La tabella del riquadro Armature assegnate mostra le assegnazioni di barre longitudinali e staffe, anche per gli eventuali conci di trave definiti attraverso le caselle Inizio e Fine.

Il riquadro Posizione barre permette la definizione e la modifica delle armature longitudinali e trasversali. Le staffe sono definite nel sotto-riquadro Armatura a taglio. Posizionamento veloce barre permette l’inserimento veloce di schermi di armatura noti per le sezioni semplici.

Sviluppo trave visualizza la sezione longitudinale della trave, evidenziando il concio selezionato.

warning_yellow AVVISO: le unità di misura utilizzate nella maschera sono quelle del modello, eccetto che per i diametri delle barre nei menu a tendina, che di default sono visualizzati in mm.

 

spring16Proprietà molle:              Aggiunge, modifica e assegna dei set di proprietà (rigidezze elastiche) delle molle lineari. È possibile anche specificare e assegnare molle distribuite per gli elementi trave di fondazione dal riquadro Proprietà suolo elastico in direzione Z, utilizzando il pulsante Aggiungi molla dopo aver settato il Modulo di Winkler e la Larghezza trave.

È possibile assegnare proprietà non lineari per GdL traslazionali (x, y, z) o rotazionali (rx, ry, rz), sia secondo gli assi globali che locali come specificato nelle opzioni all’angolo superiore destro della maschera. Cliccando sulle caselle NL, i menu a tendina mostreranno i legami non lineari disponibili. Cliccare su un’opzione del menu a tendina per settarne le proprietà.

Il comando Assegna come molla nodale a nodi selezionati connette il nodo ad una molla vincolata al terreno. È utile ad esempio per assegnare delle molle rappresentanti la risposta del terreno a singoli nodi (es. pilastri).

Il comando Assegna molle ai nodi coincidenti sel. permette l’assegnazione di molle a lunghezza zero ai nodi sovrapposti selezionati.

warning_yellow AVVISO: per procedere all’assegnazione di proprietà non lineari, è necessario aggiungere prima un set di proprietà delle molle. Una volta settate le proprietà non lineari, cliccare su Modifica proprietà.

I modelli non lineari disponibili in NextFEM Designer sono:

-    Gap: la molla gap ("salto”) è particolarmente utile per rappresentare il contatto (ad esempio, un gap con apertura nulla). Questo modello lavora solo in compressione con la rigidezza definita dall’utente.
I dati richiesti per il gap sono:

o    closure: massima chiusura del gap;

o    Kclosure: rigidezza del ramo in compressione.

 

 

-    Gancio: questo legame reagisce solo a trazione. I dati richiesti sono:

o    opening: spostamento dopo il quale la rigidezza a trazione non è più nulla;

o    Kopening: rigidezza a trazione

 

 

-    Bilineare Plastico: mantiene il comportamento lineare elastico fino alla forza Fy, poi inizia il campo plastico. Una volta raggiunto lo spostamento ultimo Uu, la molla si rompe, mantenendo una forza residua Fres. Questo modello ha comportamento simmetrico.

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I dati richiesti per il modello Bilineare Plastico sono:

o    Kel: rigidezza elastica assegnata alla molla;

o    Fy: resistenza al limite elastico;

o    cKpl: coefficiente per impostare la pendenza del ramo plastico Kpl=cKpl * Kel;

o    Uu: spostamento ultimo;

o    Fres: resistenza residua dopo il collasso.

 

-    Bilineare Asimmetrico: questo modello non lineare è particolarmente adatto alla modellazione di elementi a comportamento non simmetrico. La legge ciclica è asimmetrica.

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I dati richiesti per il legame Bilineare Asimmetrico sono:

o    Kel+: rigidezza elastica assegnata alla molla;

o    Fy+: resistenza al limite elastico;

o    cKpl+: coefficiente per impostare la pendenza del ramo plastico Kpl=cKpl * Kel;

o    Uu+: spostamento ultimo;

o    Fres+: resistenza residua dopo il collasso;

o    Tutte le quantità precedenti seguite da “-” : le stesse proprietà per la parte in compressione.

 

-    Trilineare Plastico: dopo aver raggiunto il campo plastico, la curva scheletro è caratterizzata da un ramo di hardening che porta a Fmax, seguito da uno di hardening/softening che porta al collasso in Uu. Questa legge può avere comportamento non simmetrico.

I dati richiesti per il legame Trilineare Plastico sono:

o    Kel+: rigidezza elastica assegnata alla molla;

o    Fy+: resistenza al limite elastico;

o    Kp1+: rigidezza del ramo plastico;

o    Fmax: massima resistenza raggiungibile;

o    Kp2+: pendenza del secondo ramo plastico;

o    Uu+: spostamento ultimo;

o    Fres+: resistenza residua dopo il collasso;

o    Tutte le quantità precedenti (eccetto Fmax) seguite da “-” : le stesse proprietà per la parte in compressione;

o    Fmin: massima resistenza raggiungibile in compressione.

 

-    Pivot rule: questo modello segue le regole definite in Dowell RK, Frieder S, Wilson LE. Pivot hysteresis model for reinforced concrete members. Struct J 1998;95(5):607–17. Questa legge isteretica può essere asimmetrica. La definizione dei fulcri è definita dai parametri alpha e beta


Con riferimento ai settaggi del legame Trilineare Plastico, i parametri aggiuntivi sono:

 

o    alpha1: imposta il fulcro per lo scarico da una forza di trazione a zero;

o    beta1: imposta il fulcro per l’inversione del carico da zero a una forza negativa. Deve essere impostato fra 0 e 1;

o    alpha2: imposta il fulcro per lo scarico da una forza di compressione a zero;

o    beta2: imposta il fulcro per l’inversione del carico da zero ad una forza positiva. Deve essere impostato fra 0 e 1.

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-    Tomazevic-Lutman: rappresenta un comportamento trilineare così come definito in Tomazevic M, Lutman M. Seismic behavior of masonry walls – modeling of hysteretic rules. J Struct Eng 1996:1048–54. È determinato dai parametri alpha e beta, che rappresentano rispettivamente il degrado di rigidezza e di resistenza. Questo modello è adatto ai GdL taglianti nei pannelli murari. Il ciclo ha comportamento simmetrico.

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I dati richiesti dal modello Tomazevic-Lutman sono:

·         Kel: rigidezza elastica assegnata alla molla;

·         Fy: resistenza al limite elastico (cracking);

·         Kpl1: pendenza del primo ramo plastico;

·         Fmax: resistenza massima raggiungibile;

·         Kpl2: pendenza del secondo ramo plastico di hardening/softening;

·         cF: coefficiente per settare la percentuale di scarico in forza dalla curva scheletro;

·         alpha: coefficiente di degrado lineare di rigidezza (Kult=alpha*Kel);

·         beta: coefficiente di degrado di resistenza basato sull’energia dissipata in un ciclo (0.06 di default);

·         Uu: spostamento ultimo.

 

-    Ring-shape: questo modello rappresenta in ciclo poco dissipativo e può essere utilizzato, per esempio, per i gradi di libertà flessionali nei pannelli murari. La curva scheletro può essere bilineare se Kpl2 è impostato a zero. Questo modello ha un comportamento simmetrico.

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I dati richiesti dal modello Ring-shape sono:

·         Kel: rigidezza elastica assegnata alla molla;

·         Fy: resistenza al limite elastico (cracking);

·         Kpl1: pendenza del primo ramo plastico;

·         Fmax: resistenza massima raggiungibile;

·         cC: coefficiente per settare la pendenza del percorso di scarico;

·         cF: coefficiente per settare la percentuale di scarico in forza dalla curva scheletro;

·         alpha: coefficiente di degrado lineare di rigidezza (Kult=alpha*Kel);

·         cD: punto di passaggio per il percorso di scarico – distanza dal limite elastico nella curva scheletro;

·         Uu: spostamento ultimo;

·         Kpl2: pendenza del secondo ramo plastico di hardening/softening.

 

-    Slip-type: comportamento trilineare utilizzabile per le connessioni a taglio nelle strutture in legno (chiodi, viti, angolari, ecc.). Questo modello è basato su Rinaldin G., Fragiacomo M. A Component Model for Cyclic Behaviour of Wooden Structures. Materials and joints in Timber structures: recent developments of technology, RILEM Bookseries, Vol. 9, pp. 519-530, 2014, DOI: 10.1007/978-94-007-7811-5_48, ISBN: 978-94-007-7811-5. Il ciclo ha comportamento simmetrico.

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I dati richiesti per il modello Slip-type sono:

·         Kel: rigidezza elastica assegnata alla molla;

·         Fy: resistenza al limite elastico;

·         Kpl1: pendenza del primo ramo plastico, deve essere diversa da 0;

·         Fmax: resistenza massima raggiungibile;

·         Kpl2: pendenza del secondo ramo plastico di hardening/softening, deve essere diversa da 0;

·         cKunload: coefficiente per impostare la rigidezza di scarico del primo ramo del percorso di scarico (verde) e di ricarico (blu), moltiplicando la rigidezza elastica per questo coefficiente;

·         cFreload: coefficiente per impostare il limite inferiore dell’ultimo ramo di ricarico (blu) e di ricarico (verde) in percentuale del livello di forza raggiunto in curva scheletro. Il parametro è compreso fra 0 e 1;

·         cFunload: coefficiente per impostare il limite inferiore del primo ramo di ricarico (blu) e di ricarico (verde) in percentuale del livello di forza raggiunto in curva scheletro. Il parametro è compreso fra 0 e 1;

·         Uu: spostamento ultimo;

·         alpha: parametro esponenziale di degrado di resistenza basato sull’energia dissipata;

·         beta: parametro esponenziale di degrado di resistenza basato sullo spostamento massimo raggiunto;

·         gamma: parametro lineare di degrado di resistenza;

·         cKreload: coefficiente per impostare la rigidezza di ricarico dell’ultimo ramo del percorso di scarico (verde) e di ricarico (blu), moltiplicando la rigidezza elastica per questo coefficiente.

 

-    Unsymm Slip-type: questo modello è adatto alla modellazione di connessioni hold-down nelle strutture in legno. È basato su Rinaldin G., Fragiacomo M. A Component Model for Cyclic Behaviour of Wooden Structures. Materials and joints in Timber structures: recent developments of technology, RILEM Bookseries, Vol. 9, pp. 519-530, 2014, DOI: 10.1007/978-94-007-7811-5_48, ISBN: 978-94-007-7811-5. Il ciclo ha comportamento simmetrico.

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I dati richiesti per il modello Unsymmetrical Slip-type sono:

·         Kel: rigidezza elastica assegnata alla molla;

·         Fy: resistenza al limite elastico;

·         Kpl1: pendenza del primo ramo plastico, deve essere diversa da 0;

·         Fmax: resistenza massima raggiungibile;

·         Kpl2: pendenza del secondo ramo plastico di hardening/softening, deve essere diversa da 0;

·         cKunload: coefficiente per impostare la rigidezza di scarico del primo ramo del percorso di scarico (verde) e di ricarico (blu), moltiplicando la rigidezza elastica per questo coefficiente;

·         cFreload: coefficiente per impostare il limite inferiore dell’ultimo ramo di ricarico (blu) e di ricarico (verde) in percentuale del livello di forza raggiunto in curva scheletro. Il parametro è compreso fra 0 e 1;

·         cFunload: coefficiente per impostare il limite inferiore del primo ramo di ricarico (blu) e di ricarico (verde) in percentuale del livello di forza raggiunto in curva scheletro. Il parametro è compreso fra 0 e 1;

·         Uu: spostamento ultimo;

·         Fmin: resistenza massima di contatto in compressione;

·         Kneg: coefficiente di rigidezza per il ramo di contatto, moltiplica la rigidezza elastica;

·         cFend: coefficiente per impostare il valore di forza alla fine dell’ultimo ramo di scarico (verde), moltiplica la resistenza al limite elastico;

·         cFinit: coefficiente per impostare il valore di forza all’inizio del primo ramo di ricarico (verde), moltiplica la resistenza al limite elastico;

·         alpha: parametro esponenziale di degrado di resistenza basato sull’energia dissipata;

·         beta: parametro esponenziale di degrado di resistenza basato sullo spostamento massimo raggiunto;

·         gamma: parametro lineare di degrado di resistenza;

·         cKreload: coefficiente per impostare la rigidezza di ricarico dell’ultimo ramo del percorso di scarico (verde) e di ricarico (blu), moltiplicando la rigidezza elastica per questo coefficiente.

 

-    Smorzatore: rappresenta uno smorzatore non lineare secondo il modello alla Kelvin-Voigt (smorzatore e molla in parallelo). Questo modello è adatto per analisi dinamiche, e fornisce una risposta definita come segue:

in cui la rigidezza è

I parametri necessari sono:

·         Kr: rigidezza di ritorno dello smorzatore;

·         C: smorzamento;

·         a: esponente della velocità;

·         K0: rigidezza iniziale;

·         F0: forza di precarico, sotto la quale lo smorzatore è inattivo.

 

-    AMD: rappresenta uno smorzatore lineare (eccetto i limiti Fmax, Vmax e Dmax) alla Maxwell (smorzatore e molla in serie). Se Fmax è diverso da zero, lo smorzatore limita la forza fornita comportandosi in modo elastico-perfettamente plastico. Vmax e Dmax possono essere utilizzati per rappresentare un Active Mass Damper con limiti in velocità e spostamento. I parametri richiesti sono:

·                     K: rigidezza in parallelo del damper

·                     G: smorzamento

·                     m: massa del damper

·                     a: esponente della velocità;

·                     Fmax: forza massima del damper;

·                     Dmax: spostamento massimo del damper;

·                     Vmax: velocità massima del damper;


Per questo elemento sono disponibili delle variabili di stato consultabili dalla maschera Estrai dati, alla voce “Stazioni/Punti”. Ciascuna contiene:

v  s1: velocità al passo

v  s2: forza al passo

v  s3: energia dissipata dal damper

v  s4: accelerazione rel. massa

v  s5: velocità rel. massa

v  s6: spostamento rel. massa.

 

-    VRM: simula una ampia classe di cicli di isteresi complessi come descritto in Vaiana N, Rosati L (2023) Classification and unified phenomenological modeling of complex uniaxial rate-independent hysteretic responses. Mech Syst Sig Process 182: 109539 ed in Vaiana N, Rosati L (2023) Analytical and differential reformulations of the Vaiana-Rosati model for complex rate-independent mechanical hysteresis phenomena. Mech Syst Sig Process 199: 110448.

I dati richiesti dal modello Vaiana-Rosati sono:

·       kb+: coefficiente angolare della retta limite superiore  (Fig. a);

·       f0+: ordinata del punto  (Fig. a);

·       alfa+: parametro che regola la curvatura della curva di carico  (Fig. a);

·       beta1+: parametro che trasforma  in una curva senza punto di flesso regolandone la curvatura (Fig. b);

·       beta2+: parametro che trasforma  in una curva senza punto di flesso regolandone la curvatura (Fig. b);

·       gamma1+: parametro che trasforma  in una curva con punto di flesso  regolando la distanza tra  e  (Fig. c);

·       gamma2+: parametro che trasforma  in una curva con punto di flesso  regolando la pendenza di  (Fig. c);

·       gamma3+: ascissa del punto di flesso  (Fig. c);

·       umax: spostamento ultimo positivo;

·       Tutti i parametri precedenti seguiti da “-” : le stesse proprietà per la fase di scarico;

·       umin: spostamento ultimo negativo.

 

warning_yellow AVVISO: per l’uso in OpenSees delle molle non lineari, consultare www.nextfem.it/it/opensees-ita/ per installare il solver OpenSees. Impostare le opzioni desiderate anche nei riquadri nella maschera Opzioni, tab Misc.